
Il cristianesimo da Agostino al Medioevo.
Agostino di Ippona

Il cristianesimo vince l'ultimo scontro con la cultura classica.

Lo scontro fra cristianesimo e politica e fra cristianesimo e
cultura classica era ancora aperto quando, nel 361, sal al trono
Giuliano, detto dai cristiani l'apostata (traditore). Egli era
stato membro della scuola filosofica di Pergamo e amava
profondamente il neoplatonismo. Divenuto imperatore, s'impegn a
fondo nell'ultima grande battaglia per la restaurazione del mos
maiorum contro il cristianesimo. In questa battaglia Giuliano
volle il sostegno del pensiero filosofico greco e riusc a
coinvolgere tutti coloro che coltivavano la filosofia antica
contro il comune nemico. Egli, inoltre, si impegn direttamente
con una serie di scritti di contenuto teologico, fra cui
ricordiamo quello dal titolo significativo Contro i Galilei. Al
cristianesimo Giuliano contrapponeva il pensiero di Plotino, che
poteva servire da impianto metafisico per una teologia complessa,
orientata verso un sincretismo religioso capace di includere tutti
gli aspetti pi nobili delle religioni antiche. L'imperatore us
il potere per estromettere i cristiani da tutte le cariche
pubbliche e dalle scuole e per imporre loro anche una dura
legislazione fiscale. Giuliano non arriv alla persecuzione
diretta, convinto che sarebbe stata controproducente (vi furono
casi di violenza contro i cristiani, ma sembra contro la sua
volont); prefer piuttosto appoggiare le eresie all'interno del
cristianesimo per dividerlo e indebolirlo. Intanto restaurava i
templi, favoriva la moralizzazione dei sacerdoti pagani,
recuperava le antiche feste e i tradizionali atti di culto.
Govern solo due anni, dal 361 al 363. Se Giuliano fosse stato al
potere per almeno trent'anni, secondo Voltaire, il cristianesimo
sarebbe stato sconfitto.
Contro Giuliano scesero in campo alcuni Padri della Chiesa, fra
cui Filippo di Side, scolarca del Didaskaleon di Cesarea in
Palestina, che era stata la pi importante scuola cristiana di
filosofia e teologia dell'antichit. Contro Giuliano Cirillo di
Alessandria (370-444) scrisse un'opera dal significativo titolo
Pro sancta christianorum religione adversus libros athei Iuliani
(Per la santa religione cristiana contro i libri dell'ateo
Giuliano).
Il clima era diventato veramente incandescente: si pensi che
Ipazia, rifondatrice della scuola filosofica di Alessandria,
convinta sostenitrice della filosofia neoplatonica, venne uccisa,
nel 415, durante una sommossa popolare suscitata dai cristiani
contro di lei.
Proprio un discepolo di Ipazia, Sinesio di Cirene (370-415), fu
protagonista di una svolta importante nel rapporto fra
cristianesimo e filosofia. Fattosi cristiano e diventato vescovo,
egli evidenzi le affinit fra dottrina cristiana e neoplatonismo,
verso il quale continu a manifestare una spiccata simpatia. Le
ultime opere contro il cristianesimo furono scritte dal
neoplatonico Proclo, che non riusciva ad accettare una religione
che gli appariva tanto inferiore alla filosofia, e, in
particolare, al neoplatonismo.
Man mano che la polemica si stemperava, gli apologisti cristiani
cominciarono ad apprezzare sempre di pi la profondit e la
grandezza spirituale della filosofia neoplatonica. Agostino di
Ippona, che subisce una evidente influenza della filosofia di
Plotino, arriva ad affermare, ad esempio, che la dottrina
plotiniana della luce  in piena armonia con il Prologo del
Vangelo di Giovanni (confronta De civitate Dei, X, 2)@#@#..i

